Ristorante La Mugnaia, Ivrea: un’eccellenza gastonomica eporediese

A distanza di 4 anni esatti ritorniamo al ristorante La Mugnaia, ad Ivrea, sito nella centralissima Via Arduino, prosecuzione di Via Palestro, giusto giusto nel cuore di Ivrea, come recita il biglietto da visita. La nostra prima visita risaliva al 8 dicembre 2012: quale miglior giornata dunque per ripetere l’esperienza se non sempre l’8 dicembre, questa volta però del 2016?

Superato un arco, il locale si trova all’interno di un vicolo affacciato su Via Arduino, ma è ben segnalato all’esterno grazie ad un apposito supporto che illustra anche il menù al momento disponibile presso il ristorante, per stuzzicare subito la curiosità dei passanti e stimolare subito l’appetito.

La Mugnaia e la tradizione eporediese

Il nome non poteva essere più eporediese di così: come si legge sulla pagina ufficiale dello Storico Carnevale di Ivrea, la “mugnaia” è l’eroina, la protagonista più importante e celebrata durante la manifestazione eporediese.

La sua figura nasce dalla leggenda del 12° secolo secondo cui la figlia del mugnaio dell’allora città di Ivrea uccise Raineri di Biandrate, il marchese/tiranno di turno, divenendo così simbolo della liberazione popolare e quindi festeggiata ogni anno durante il carnevale eporediese.

Il ristorante la Mugnaia prende dunque le sue origini dalla tradizione del paese che lo accoglie nel cuore del centro storico: l’ambiente si sviluppa internamente in due locali, con il primo spazio ad accogliere i clienti, ed una seconda sala interna, più intima, che si addentra verso l’interno, annullando la rete di ricezione di buona parte dei cellulari.

Luogo accogliente ed intimo, esaltato dalle pareti a botte vive e dall’illuminazione soffusa, cui si aggiunge una dehors sulla terrazza per la bella stagione.

1187 km di estensione gastronomica

Durante la nostra prima visita eravamo rimasti colpiti dalla cucina raffinata, golosa e curata del locale; in particolare due piatti avevano fatto breccia nel nostro cuore.

Il primo era stato il risotto al pino mugo e coscetta di quaglia fritta, con il suo colore verde ricavato dalla clorofilla del pino durante la cottura, un ottimo piatto, originale e gustoso nel contrasto cromatico e gustativo.

Il secondo fu il sublime semifreddo allo zafferano con pere al vino, intenso e allo stesso tempo delicato, forse uno dei dolci migliori mai assaggiati, soprattutto per gli appassionati di zafferano.

In occasione della nostra seconda visita ci gettiamo invece a capofitto sul menù degustazione 1187 km: 7 portate a mano libera per analizzare il dna della cucina e scoprire la vera anima del ristorante la Mugnaia. Scelta che si è rivelata vincente.

Si parte con l’entrée, una gelatina di pomodoro con crema di bufala, tartare di melanzane e olive taggiasche, deliziosa nel suo saper destrutturare ingredienti semplici in maniera speciale.

gelatina di pomodoro con crema di bufala, tartare di melanzane e olive taggiasche

Davvero interessante la presentazione della gelatina di pomodoro con crema di bufala, tartare di melanzane e olive taggiasche: sembra un pomodorino ma non lo è

Si prosegue con una battuta di fassone (consorzio La Granda) gelatina di melograno e noccioline tostate, piatto di sostanza, da cui spicca l’accostamento agrodolce del melograno e gustose misticanze selvatiche ad arricchire l’ottima carne.

battuta di fassone (consorzio La Granda) gelatina di melograno e noccioline tostate su piatto nero quadrato

La battuta di fassone gelatina di melograno e noccioline tostate

Arriva poi l’uovo pochè con crema di robiola delle Langhe, tuorlo d’uovo marinato e tartufo nero, una sorta di uovo in camicia arricchito da una serie di ingredienti di giusto e sostanza, forse uno dei piatti più golosi fra quelli giunti al nostro tavolo.

uovo pochè con crema di robiola delle Langhe, tuorlo d'uovo marinato e tartufo nero

Mix di gusti e sapori per l’uovo pochè con crema di robiola delle Langhe, tuorlo d’uovo marinato e tartufo nero

Sorprendente il gelato al castelmagno con croccante di nocciola, una squisita “mattonella” di formaggio castelmagno lavorato come gelato e arricchito con una doppia crosta nocciolosa, robusto e intenso, con cui si chiudono gli antipasti.

gelato al castelmagno con croccante di nocciola

Il gelato al castelmagno racchiuso in un croccante di nocciola

I primi vengono inaugurati con i mezzi paccheri risottati all’acqua di pomodoro invernale, crema di cipollotto e polvere di capperi, uno di quei piatti che a leggerlo ti viene da dire “embe’?” mentre quando lo assaggi non puoi trattenere un sorprendente “wow!”.

paccheri risottati all'acqua di pomodoro invernale, crema di cipollotto e polvere di capperi

I paccheri risottati all’acqua di pomodoro invernale, crema di cipollotto e polvere di capperi: complessa semplicità

Stessa reazione anche di fronte ai raviolini ripieni di crema di borlotti, cozze, pomodorini confit, ottimo abbinamento per un piatto ricercato e da apprezzare.

raviolini ripieni di crema di borlotti, cozze, pomodorini confit

I raviolini ripieni di crema di borlotti, cozze, pomodorini confit si mangiavano con gli occhi

Il secondo è l’evocativo “Viaggio in Thailandia”: trancio di petto di pollo cotto a bassa temperatura, seppia, funghi shitake, brodo speziato thai, accompagnato da verdure cotte alla perfezione: leggerezza e gusto abbinati alla perfezione.

trancio di petto di pollo cotto a bassa temperatura, seppia, funghi shitake, brodo speziato thai

Il gusto orientale del “Viaggio in Thailandia”

I dolci si confermano uno dei piatti forti con l’eccelso sorbetto di mango con bavarese di frutto della passione, zuppetta al cocco e meringhe: non ne avremmo mai abbastanza.

sorbetto di mango con bavarese di frutto della passione, zuppetta al cocco e meringhe

Dulcis in Fundo

Per chiudere in (grande) bellezza caffè viene servito con diversi dolcetti fra cui ottimi babà al rum, amaranto al cioccolato soffiato, crumiri e cookies artigianali.

babà al rum, amaranto al cioccolato soffiato, crumiri e cookies artigianali

Il vassoio della piccola pasticceria servito con il caffè

Tutto questo ben di Eporedia al prezzo di 50 euro a testa, inclusi due caffè e una bottiglia d’acqua, per un un rapporto qualità prezzo invidiabile.

Viva la Mugnaia e il suo ristorante

Dopo quattro anni con nostra grande soddisfazione possiamo affermare che il ristorante La Mugnaia si conferma il migliori ristorante provato ad Ivrea: per tutti i biellesi in ascolto vale la pena salire in macchina e farsi 50 minuti d’auto per inoltrarsi in Via Arduino e godersi l’eccellente cucina che questa perla gastronomica – presente anche sulla Guida Rossa Michelin – è in grado di offrire.

Forse l’unico piccolo appunto che potremmo fare è rappresentato da un’eccessiva attesa fra gli antipasti ed i primi, ma si tratta di un particolare onestamente trascurabile, soprattutto considerando che il locale era gremito di clienti.

Noi, da parte nostra, speriamo di poterci ritornare presto, prima di attendere il trascorrere di altri 4 anni. Qui di seguito alcune risorse utili per i nostri lettori ed il biglietto da visita.

logotipo informazioni contatti del ristorante la mugnaia a ivrea

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