Gnocchi di patate viola: vitelotte alla prova

Da tempo ero incuriosito dalla “vitelotte” la mitica patata viola (dalla polpa viola e non dalla buccia viola), che negli ultimi anni si sta diffondendo sempre di più, soprattutto nei ristoranti o nei negozi di ortofrutta specializzati, visto il costo decisamente elevato rispetto alle qualità più tradizionali.  Basti pensare che io le ho pagate 4.90 euro al kg, mentre il prezzo di una patata tradizionale spesso parte da meno di un euro al kg. Praticamente il 400% in più.

Il colore è particolare, oserei dire affascinante, soprattutto per la novità, nonostante le vitelotte abbiano origini molto antiche, che mettono radici in Perù e Cile, per poi spostarsi anche in Europa ed essere utilizzate soprattutto in Francia e in Belgio. Ne ho ordinate circa due kg, acquistati da Margyfruit a Cossato ed ho pensato: “perché non fare bel piatto di gnocchi di patate viola?”. Gli gnocchi sono sempre gli gnocchi, se poi sono viola oltre al gusto anche l’occhio ci guadagna.

quattro patate viola vitelotte e schiaccia patate
Le patate viola “vitelotte” su cui incombe la minaccia dello
schiacciapatate


La ricetta dei gnocchi di patate è sempre la solita, molto semplice. Siamo partiti con quattro patate di diversa grandezza e le abbiamo fatte lessare in acqua salata con la buccia, più o meno per circa 30 minuti.

Una volta lessate, le abbiamo scolate e private della buccia, che si è lasciata staccare abbastanza facilmente, evitando di subire ustioni di terzo grado alle mani data la temperatura della polpa interna.

patata viola vitelotte semi sbucciata
Ecco la polpa interna, viola intenso

A questo punto ci è venuto in aiuta il secolare e irreprensibile schiacciapatate, che ci aiuta a ridurre il tubero lessato in tanti piccoli vermicelli. Senza lo schiacciapatate si può raggiungere lo stesso risultato con i rebbi di una forchetta, faticando un po’ di più.

schiaccia patate in azione con patata schiacciata viola
Lo schiaccia patate in azione e la conseguente poltiglia viola

Lavoriamo poi la poltiglia ottenuta aggiungendo semplicemente della farina. Delle quantità non ne abbiamo la minima idea, siamo andati and occhio, anzi a mano, verificando l’elasticità dell’impasto manualmente. Con il viola di mezzo sembrava di lavorare con il pongo.

impasto patate viola e farina appallottolato
L’impasto viola ottenuto mischiando farina

Dall’impasto totale abbiamo poi ricavato i classici salamini oblunghi, di diametro di circa 1 centrimetro e mezzo, da tagliuzzare verticalmente con la lama di un coltello o con la spatola, per ottenere gli gnocchi uno per uno.

salamino di pasta da cui si ricavano gli gnocchi
Gli gnocchi ancora nella loro versione “coesa”

Li abbiamo adagiati su un asse di lavoro e cosparsi un po’ di farina, per evitare che si attaccassero l’un l’altro o alla superficie dell’asse.

asse di gnocchi viola infarinati
Una bella distesa di gnocchi infarinati. Viola

A questo punto non si poteva non mangiarli: acqua salata sul fuoco, acqua che bolle, gnocchi catapultati immediatamente nell’acqua e raccolti un volta a galla con una schiumarola. Li depositiamo nel piatto e li condiamo con un po’ di burro fuso, per goderci il gusto di patate. 

gnocchi viola cotti scolati e imburrati nel piatto
Eccoli appena scolati ed imburrati pronti da mangiare



Se aggiungiamo poi un po’ di pepe e parmigiano è la morte sua. Una ricetta facile; non molto veloce visto il tempo necessario per la cottura delle patate, la lavorazione della pasta e l’ottenimento dei gnocchi, che cuociono poi in pochissimi minuti. Ma ne è valsa la pena.

2 Comments

  1. margenty agosto 10, 2012
  2. Giordano Araldi agosto 10, 2012

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